15 aprile 2014

PINOCCHIO: STORIA DI UN BAMBINO


Pinocchio: storia di un bambino è un romanzo grafico simbolico e sovversivo, nel senso etimologico del termine.
Ausonia, l'autore, rovescia e ribalta l'opera di Collodi: Geppetto è un burattino che vive in un mondo di vurattini dove la verità (parola proibita) e la giustizia, non sono le due facce della stessa medaglia. Dove l'omologazione è l'unica forma ammessa di espressione

Pinocchio è un pezzo di carne a cui il Grillo Parlante ha donato una sorta di "luccicanza", di coscienza di sè e delle proprie domande, un pezzo di carne che l'amore per Lucy(gnolo) rende definitivamente libero.
In pochi giorni di vita Pinocchio conosce lo stupro (Mangiafuoco), la prostituzione ( la Fata Turchina) e le percosse ( il Gatto e la Volpe ): "davvero molto per un bambino".
Eppure, la giustizia lo considera un colpevole senza appello: perchè quella del protagonista è una troppo ingenua e assoluta ricerca della verità.

Poi c'è la Guerra.
Quella contro i Grilli Paranti, la cui resistena è arroccata in un Paese Dei Balocchi che rifiuta un medioevo di burattini dominato dalla menzogna.

E la fine?
E' una resa: incondizionata, dolora, disperata. Ma consapevole.
Ed è l'inizio di una ricolta.

Il tratto di Ausonia, funzionale al racconto, propone figure grottesche, sgraziate e deformi, iperrealistiche. Colori acidi, inquadrature innovative, geometrie della tavola potenti, ma perfettamente leggibili.








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