11 marzo 2014

IL SALDATORE SUBACQUEO



Jeff Lemire è canadese: camicia a quadri, fronte ampia, naso solido e gigantesche mani da tagliaboschi.
Nel 2012, dopo aver scritto quattro anni prima  Essex County e aver ricevuto l'incarico di rilanciare l'universo Vertigo, si ritaglia il tempo per una pubblicazione fortemente voluta, proposta alla TopShelf, con l'intento di raccontare le vicende di Joseph Jack, uomo di lettere con la vocazione degli abissi marini.
Perché il lavoro del Saldatore Subacqueo si presta alla facile metafora di colui che si ritrova costretto a far combaciare i pezzi pur essendo sotto pressione.
Più o meno come un uomo che deve smettere di essere figlio per diventare genitore.
E l'unica via per riuscirci è accettare da un lato le proprie colpe, dall'altro i limiti umani di un padre che si aveva l' urgenza di idealizzare:  rincorrendo nell'acqua i lineamenti dell'uno sovrapposti alle rughe dell'altro.
Passato sommerso e futuro incerto.
Il disegno di Lemire è grezzo ma espressivo, la scrittura essenziale ma intensa, ragionate le soluzioni grafiche, talvolta fortemente cinematografiche nella resa.

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